domenica 20 maggio 2018

Gatto con 2 nasi cerca una mamma speciale

Gatto con 2 nasi



Un gatto con due nasi è una creatura semplicemente straordinaria, ma a quanto sembra non tutti la pensano così, dal momento che tante persone hanno deciso di abbandonare o addirittura sopprimere il micetto, solo per questo suo "difetto" fisico. Questa è la storia di Memphis, un gatto bianco e nero di un anno decisamente diverso da tutti gli altri. Memphis infatti ha un faccino molto particolare, dal momento che ha non uno, ma ben due nasi! Il piccoletto è nato con questa strana malformazione, non ha problemi di salute, respira semplicemente un po' più forte rispetto ai suoi simili, ma per via di questo suo piccolo difetto ha avuto una vita difficile. I suoi precedenti proprietari lo hanno infatti lasciato in un rifugio, affermando di non potersi occupare di lui. In questa struttura e successivamente in diverse altre però, Mempis non era affatto ben voluto. In un rifugio si è addirittura arrivati a pensare di sopprimere il gatto, poiché per via dei suoi due nasi sarebbe stato difficile trovare qualcuno disposto ad adottarlo. Per fortunta Tara Kay, fondatrice dell’Odd Cat Sanctuary, è venuta a conoscenza di questa triste storia, e non ci ha pensato due volte prima di prendere Memphis con sè e salvargli la vita. Adesso il piccoletto vive nel rifugio del Massachusetts, dove viene trattato con amore rispetto. Lui è un gatto speciale fanno sapere i volontari, che ci dimostrano che al mondo esistono anche delle persone di buon cuore, che non si fermano di fronte a un banale difetto estetico. Memphis adesso sta bene, è dolce e affettuoso, ed è più che pronto per essere adottato. Non possiamo che augurare il meglio a questo tenero amico!

martedì 10 aprile 2018

AMICI ANIMALI: BRANDO, PASTORE TEDESCO, CERCA ADOZIONE



E' arrivato a Livorno che aveva solo un paio di settimane, con la mamma e fratellini e sorelline. Tutti sottrat ti ad una situazione di degrado e maltrattamenti; la mamma con le zampe spezzate dal detentore affinché non si allontanasse. Fratelli e sorelle andati tutti a belle adozioni; lui aveva forse avuto più richieste di tutti, ma da piccino camminava roteando come una palla, ma solo perché era un po' obeso, gli esami hanno dimostrato che non ha patologie ossee ed ora possiamo attivarci per una bella adozione. E' dolcissimo, ben socializzato, chiaramente un cucciolo con tanta voglia di giocare, adora le persone e le coccole. Cerchiamo per lui stupenda adozione motivata, con famiglia che voglia fare inserimento nei tempi e modi giusti. Vita in famiglia, con la famiglia, se intendete relegarlo in giardino in un recinto non chiamate neanche. Per richiedere la sua adozione: Grazia 3491044187 - Sabrina 3890995241 info@lavocedeglianimali.it

mercoledì 10 gennaio 2018

Home / Animali / Mai dire bugie ai cani: capiscono se il padrone mente, e non gli credono più Mai dire bugie ai cani: capiscono se il padrone mente, e non gli credono più

Mai dire bugie ai cani: capiscono se il padrone mente, e non gli credono più

COME DARE ORDINI AL CANE Attenzione a dire bugie ai cani. Lo capiscono, ci identificano come persone inaffidabili e da quel momento non credono più alle nostre parole, e non prendono più sul serio neanche i nostri ordini. A questa interessante conclusione sono arrivati alcuni etologici della Kyoto University, guidati dal professore Akiko Takaoka, che hanno condotto un test molto approfondito su 34 animali.

 I CANI CAPISCONO LE BUGIE In pratica: i cani dovevano trovare il cibo sulla base dei suggerimenti e delle indicazioni ricevute. Ma se si trattava di consigli falsi, smettevano di cercare e non si fidavano più della parola ricevuta attraverso un comando. Dice Takaoka: «A questo punto possiamo dire con certezza che i cani sono in grado di valutare se una persona sia affidabile o meno. E possono farlo con una velocità superiore a quella dell’uomo. Hanno infatti un’intelligenza più sofisticata di quanto pensassimo, che si è evoluta nel corso della loro lunga storia a contatto con gli uomini».


I CANI CAPISCONO LE NOSTRE EMOZIONI Un’altra ricerca, questa volta ci spostiamo all’università Messerli di Vienna, dimostra invece come i cani siano in grado di riconoscere rabbia, felicità e tristezza, leggendo le espressioni del nostro viso. E i cervelli canini possiedono delle aree deputate proprio all’elaborazione della voce grazie alle quali distinguono il tipo di emozione espressa con una parola.




COME ADDESTRARE UN CANE I ricercatori viennesi hanno fatto lo stesso esperimento su 11 cani e 22 persone: tutti addestrati a rimanere fermi in un apparecchio di risonanza magnetica per ascoltare 220 brani di vocalizzazioni umane, canine e ambientali. In entrambe le specie, senza differenze significative, l’attività celebrale opera in modo simile in relazione al tono e al suono ascoltato. Dunque, i cani sono bravissimi a entrare in sintonia con i sentimenti dei loro padroni.

sabato 2 dicembre 2017

"Animali diventino soggetti di natura giuridica, mai più oggetti"

Cane in una foto L.Gallitto


Roma, 1 dicembre 2017 - "E' positivo che prosegua con il dovuto approfondimento l'iter delle proposte di legge, otto a mia firma, incardinate in commissione Giustizia, recanti modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale, e altre disposizioni in materia di tutela degli animali. Su questi temi il Paese ha bisogno di una legislazione più moderna e adeguata alla nuova e diversa sensibilità della nostra società". Lo ha detto l'on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, commentando le audizioni di giuristi ed esperti svolte ieri dalla commissione, che auspicano, per gli animali, il passaggio dallo status di semplici oggetti ad una forma di soggettività giuridica.
Francesca Rescigno, docente di istituzioni di diritto pubblico all'Università di Bologna, ha sottolineato, come "punto centrale", che "manca ancora un riferimento alla soggettività animale", mentre "la revisione costituzionale potrebbe inaugurare una fase nuova nei rapporti tra uomo e animale" sulla strada già battuta, in Europa, da Svizzera, Austria e Germania. Tra le urgenze evidenziate dalla professoressa, l'introduzione del reato di zooerastia e quello di divulgazione online di filmati che riprendono violenze su animali, una migliore specificazione del reato di maltrattamento, una disciplina chiara e uniforme dell'accesso degli animali a luoghi pubblici e aperti al pubblico per superare il "far West" attuale.
"Mi piacerebbe - ha concluso la giurista - che molti spunti contenuti in queste proposte possano essere riunite in un progetto organico, da trasformare in legge magari nella prossima legislatura". Sugli aspetti civilistici si è soffermato Antonio Palmieri, professore di diritto privato all'Università del Molise, che ha definito "dirompente" l'effetto dell'art.13 del Trattato di Lisbona (2007): "Gli animali non possono essere più riguardati come res, come cose tra le cose, ma come esseri senzienti". Il che significa, secondo Palmieri, che vanno protetti, attraverso la legislazione penale, dalle condotte umane, commissive ed omissive, ma anche - e qui, a proposito degli animali d'affezione, interviene il diritto civile - "in ragione della relazione affettiva instaurata con l'uomo". Sotto questo aspetto l'obiettivo della riforma dovrebbe essere proprio introduzione di un vero e proprio statuto giuridico dell'"animale d'affezione".
In effetti la relazione tra le persone e gli animali da compagnia ha già una rilevanza giuridica nel nostro sistema, sia pure attraverso riconoscimenti "episodici e disorganici" da parte del legislatore, e nei Tribunali, dove la magistratura svolge "un ruolo di supplenza" superando "carenze e lacune" delle norme, ormai percepite come tali dalla nuova sensibilità etico-giuridica della società. Nella stessa seduta sono stati auditi anche la psicologa Camilla Pagani, ricercatrice presso l'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, e Carlo Consiglio, già professore di zoologia all'Università "La Sapienza" di Roma. 

venerdì 6 ottobre 2017

Adozioni di cani a Palermo: è boom, ma molti affidati al Nord

Sicilia, Tempo libero


Anno da record per i quattrozampe del canile: in 800 hanno trovato una casa, 200 in più rispetto al 2011. E dallo scorso gennaio nuovo incremento Sicilia, Tempo libero PALERMO. In aumento le adozioni di cani e cuccioli ospitati al canile municipale di via Tiro a Segno a Palermo. In un anno, circa 800 cagnolini hanno felicemente trovato una famiglia che li ha accolti. Quasi un boom quello che si è verificato da aprile 2012 ad oggi, se si considerano i numeri degli anni precedenti. Nel 2011, infatti, sono state poco meno di 600 le adozioni, mentre nel 2010 appena 300. Dal mese di gennaio sono circa 400 i cuccioli affidati: una media di circa 100 al mese. Un trend dunque in costante crescita negli ultimi due anni. Ma se è vero che si diffonde la sensibilità verso i nostri amici a quattro zampe, è pur vero però che circa il 70 per cento delle adozioni è avvenuto fuori dall'Isola. Milano, Trento, Venezia, Firenze ed Empoli le città che hanno accolto a braccia aperte gli orfanelli del canile. Circa il 30 per cento, invece, quelli che sono rimasti a Palermo o adottati da famiglie siciliane. «Gli adottanti palermitani - spiega Giusy Caldo, volontaria dell'Ada, l'associazione accreditata a gestire temporaneamente la struttura di via Tiro a Segno - sono soprattutto famiglie con bambini e preferiscono quasi sempre adottare un cucciolo o un cane di piccola taglia». «Più numerosi gli affidatari nel Nord Italia - aggiunge -e questo perché lì è più semplice riuscire a trovare famiglie disponibili o altri rifugi con posti liberi, mentre in città per ora il fenomeno del randagismo è eccessivo e i numeri aumenteranno probabilmente con l'arrivo della stagione estiva». A favorire un così alto numero di adozioni, soprattutto fuori dai confini siciliani, è la vasta rete di contatti fra animalisti e associazioni di tutta Italia. «Grazie alle relazioni con i volontari animalisti delle altre regioni riusciamo a trovare casa per i cuccioli che altrimenti resterebbero al canile». A facilitare le partenze, la somma di circa 5 mila euro messa a disposizione dal Comune per coprire le spese di viaggio degli orfanelli verso la nuova famiglia. «Un segnale importante verso di noi - commenta Alessandra Musso, responsabile della Lida, un'altra delle associazioni che prestano volontariato in canile -. Dato che sinora questi costi venivano sostenuti con difficoltà da noi volontari oppure qualche volta dagli affidatari. Da due mesi, invece, con questa somma siamo riusciti a coprire le spese del cargo». Per i cuccioli orfanelli le procedure di adozione restano comunque controllate, sia che avvengano in Sicilia o al Nord Italia: un volontario si reca a casa della famiglia adottante e ne verifica le condizioni. «Abbiamo un modulo pre-affido che facciamo compilare, dove ci sono informazioni sul luogo in cui verrà accolto il cane, su quante ore resterà solo, se si sono avuti già altri animali e altre informazioni simili per conoscere meglio il contesto in cui il cane andrà a vivere una volta adottato». Un questionario importante e che i volontari hanno già chiesto «che venga ufficializzato da Asp e Comune per velocizzare e facilitare gli affidi». Una sorta di black list nazionale è stata inoltre creata dagli stessi volontari animalisti «per segnalare persone che non sono ritenute affidabili per precedenti casi di maltrattamento di animali o di abbandono o perché hanno riportato indietro un cane dopo averlo adottato». Tanti i controlli, insomma, anche post-adozioni per assicurarsi che il cucciolo si trovi in buone mani. «Si punta più alla qualità che alla quantità», conclude Alessandra Musso. E tutto sommato, i numeri per fortuna non mancano. Le foto dei cani e delle loro famiglie adottive sono pubblicate sulla pagina facebook «Adozioni Canile Municipale Palermo», insieme a quelle degli altri orfanelli a quattro zampe che attendono ancora dei nuovi genitori.

giovedì 31 agosto 2017

Adotta una meraviglia… Horus !

Dove si trova il cane: Pomezia Horus è un magnifico cagnolone di taglia medio grande di circa un paio di anni, proviene dal canile in cui ha sofferto moltissimo la reclusione e l’isolamento forzato con il mondo esterno, vista la sua innata curiosità. Oggi a distanza di qualche mese dal suo arrivo ad Eden Bau e molto più sereno ed equilibrato. Per lui cerchiamo una famiglia non alla prima esperienza con un cane e che sappia amarlo e rispettarlo nei modi giusti. L’ideale sarebbe una casa con giardino. Va d’accordo con i suoi simili di tutte le taglie (anche molto piccole e con i cuccioli) ed ha un debole per i bambini. Negativo alla leishmania, vaccinato, castrato e microcippato. Si trova in provincia di Roma a Pomezia presso Eden Bau ma è adottabile in tutto il centro e nord Italia previo colloquio e visita preaffido conoscitivo. Pee informazioni contattare Roberta 3939822305

sabato 24 giugno 2017

Come fanno gli animali a fare sesso in acqua? #Sapevatelo



Non è per niente facile per gli animali accoppiarsi sott'acqua. Dara Orbach, una biologa marina della Dalhousie University, nella provincia canadese della Nova Scotia, ha presentato di recente una delle prime ricerche sull'atto sessuale dei delfini. La prima sfida, dice, è far "incontrare le parti" nel modo giusto. "A differenza che sulla terraferma, dove ci sono barriere fisiche, l'oceano non offre punti d'appoggio. E poiché i delfini - ma anche le balene, le focene e gli altri cetacei - non hanno appendici in grado di tenersi fermi l'un l'altro, posizione del corpo e angolazione sono cruciali. La posizione faccia a faccia consente al maschio di spingere verso l'alto la femmina, usando la superficie dell'acqua come barriera. Se invece hanno entrambi la faccia rivolta dalla stessa parte, "il maschio muove il pene su e giù per il corpo della femmina", dice Patricia Brennan, biologa dell'evoluzione della Mount Holyoke University e collaboratrice di Orbach. I maschi di cetaceo hanno bisogno di controllare alla perfezione i movimenti del loro organo sessuale perché la struttura della vagina delle femmine è molto complessa. Orbach e i suoi colleghi hanno scoperto che in alcune specie di delfino la vagina ha numerose pieghe, e trovare "la strada giusta" è essenziale per inviare lo sperma verso l'uovo anziché in un vicolo cieco. Il pene del delfino è fibroelastico, vale a dire che il tessuto erettile è pieno di collagene ed elastina, e può emergere molto rapidamente: una struttura che, sostiene Orbach, probabilmente affronta meglio la resistenza fluidodinamica dell'acqua marina. L'accoppiamento vero e proprio dura solo qualche attimo. È probabile che la selezione naturale abbia favorito i maschi di delfino in grado di emettere sperma molto rapidamente, visto che la posizione è difficile da mantenere, e i delfini devono risalire in superficie per respirare. Morsi d'amore Anche tra le balene i tempi di accoppiamento sono altrettanto rapidi, e il pene altrettanto "mobile". Gli squali non hanno un pene, ma due organi detti pterigopodi: li usano per incanalare lo sperma nella cloaca della femmina, ma prima devono tenerla ferma. E per farlo, usano i denti. "Il maschio morde le pinne della femmina per essere sicuro di restare attaccato a lei", spiega Brennan. Le femmine sopportano, anche perché hanno la pelle molto più spessa. Com'è noto, inoltre, per respirare gli squali devono essere sempre in movimento: così l'accoppiamento si svolge solo nelle zone in cui c'è abbastanza corrente, in modo che l'acqua continua a scorrere nelle branchie evitando che muoiano per asfissia. La tartaruga come fa Per le tartarughe marine, un ulteriore problema è rappresentato dal grosso carapace. Ma il maschio ha capito come aggirarlo. Anche le tartarughe - maschi e femmine - hanno la cloaca, un'apertura che serve per la riproduzione e l'evacuazione. Nel maschio il pene emerge dalla cloaca, passa sotto il guscio della femmina e si infila nella sua cloaca. Non è un processo molto discreto. I maschi hanno sulle pinne anteriori artigli specializzati che servono proprio ad appigliarsi alla femmina", dice Marah Hardt, autrice del libro Sex in the Sea, finché un altro maschio arriva a reclamare i suoi diritti sulla femmina. Galleggiamento amoroso Per gli ippopotami, invece, il sesso acquatico è solo un vantaggio, visto che galleggiando riescono a trovare un'agilità che il loro peso (fino a 1.500 chili per un maschio) non gli consentirebbe. Anche il parto dell'ippopotamo avviene in acqua, con altrettanti vantaggi, visto che un neonato pesa fino a 50 chili.

lunedì 27 febbraio 2017

imma90



Questo splendido paciocchino stellate è nato da una cagnolina recuperata dal territorio in stato interessante. Chissà la giovane mammina quante ne avrà viste :( prima abbandonata, e poi ha dovuto cavarsela da sola affrontando fame freddo e pericoli. Fin quando un bel giorno la sua vita inizia a cambiare, la buona stella non l'ha abbandonata...Recuperata e portata in rifugio, si è creato per lei reparto maternità, è stata rimessa in sesto e accudita con amore. Il 7 gennaio, il nuovo anno ha portato una lieta notizia, la nascita di 8 pulcetti 6 maschi e 2 femmine 8 STELLINE. Certamente le nascite conseguenza degli abbandoni e cattive gestioni del randagismo per la mancanza di sterilizzazioni su larga scala sul territorio, sono un'emergenza, si salvano in pochi, ma consideriamo questo il miracolo della vita, anche se una goccia in un'oceano. Sono 8 meraviglie, la giovane madre è una taglia medio piccola 10/12 kg. Sirio è uno tra i cucciolini, maschio, bello come il sole,le foto parlano da sole che aspettate a prenotarlo? Vi rallegrerà la vita e sarà il vostro fedele amico, la vostra STELLA. Come tutti i cani dell'Associazione Gli Angeli di Pasquale si trova in provincia di Napoli, ma per una buona adozione verrà portato in tutto il Centro e Nord Italia,vaccinato e microchippato Per ulteriori info e/o altre foto, manda una DETTAGLIATA mail di presentazione, completa di un tuo recapito telefonico a: adozioni.gliangelidipasquale@gmail.com Oppure.Daniela 3926529443 Lorella 3701028569 N.B. Nel caso non dovessero rispondere lasciare un mex e sarete ricontattate/i Associazione Gli Angeli di Pasquale. Nome: SIRIO Categoria: Cane Razza: Meticcio Sesso: maschio Età: Circa 3 mesi Segni Particolari: Bellissimo

lunedì 30 gennaio 2017

Nessuno voleva questa randagia, ma guarda cosa fa ora...




 Lo scorso agosto una donna di Atene, in Grecia, stava trascorrendo una breve vacanza in una piccola cittadina turistica sul mare ed era come al solito sulla spiaggia con i suoi cani, quando ha notato un cane randagio. Valia Orfanidou, una grande amante degli animali, è abituata a vedere animali randagi. Ci sono molti cani e gatti senza casa sulle isole. "Quando ami gli animali e vivi in Grecia, semplicemente ti abitui ai cani senza casa, solitari, che vagano dappertutto," ha detto, "e scegli di salvare quelli che rischiano di non sopravvivere a una vita di strada: quelli malati, emaciati o feriti, i cuccioli e le mamme incinte." Ma qualcosa in particolare di questo cane, che sembrava essere piuttosto giovane e non avere alcun bisogno specifico, ha fatto provare alla donna un profondo senso di urgenza. "Sono entrata in panico," ha detto la Orfanidou. "C'era qualcosa in lei che rendeva la sua vita da randagia estremamente vulnerabile." La quattro zampe si è sdraiata sulla schiena e ha lasciato che la donna la accarezzasse sulla pancia. Non aveva nessuno che si prendesse cura di lei al mondo, ma aveva tanto amore da dare. "Era alla disperata ricerca di attenzioni", ha detto la Orfanidou. Orfanidou ha tenuto d'occhio la randagia per alcuni giorni, l'ha vista giocare da sola nella sabbia, oppure rincorrere le macchine di passaggio, o seguire le famiglie al mare. "Per due giorni non sono riuscita a dormire e ho pensato al modo di portarla via da lí il prima possibile," ha detto. Alla fine Orfanidou è riuscita a farla salire sulla sua auto. "L'ho chiamata Blue, per il mare blu che le ha tenuto compagnia per i primi mesi della sua vita," ha detto Orfanidou. La donna le ha offerto uno stallo temporaneamente ma Blue aveva bisogno di trovare la sua casa per sempre. Nel frattempo, in Olanda, una famiglia stava piangendo la perdita di uno dei lorocani, venuto a mancare la scorsa estate. "Abbaio, purtroppo, la scorsa estate ha lasciato noi e Rincewind (ndr il loro altro cane) nello sconforto dopo la sua dipartita," ha detto Karin Folkerts a The Dodo. Abbaio e Ricewind lavoravano insieme come cani da pet therapy, facendo visita nelle case di riposo dell'area di Stichting Snoezelhond per aiutare i pazienti malati di demenza senile e Alzheimer a sentirsi di nuovo felici. Non solo quindi la sua famiglia ne sentiva la mancanza, ma anche gli ospiti della casa di riposo. Ma non appena la Folkerts ha visto la foto di Blue se ne è innamorata. Grazie alla Second Chance Animal Rescue Society, Blue aveva giá tutte le carte in regola per essere adottata, cosí quando la donna ha pensato capito che doveva accogliere Blue nella loro casa, Blue era pronta per partire. "Abbiamo subito preso contatto e siamo stati immediatamente richiamati," ha detto la Folkerts. Orfanidou ha avuto una serie di colloqui con i Folkerts per capire se Blue fosse compatibile con la famiglia, che comprendeva Rincewind e anche una coppia di gatti. Una settimana dopo, con l'aiuto della Animal Association International Blue era in viaggio per l'olanda. "Una coppia che era in vacanza in Grecia si è resa disponibile a condurre Blue con loro durante il ritorno," ha ricordato la Folkerts. Il 18 ottobre siamo andati a prenderla all'aeroporto." L'intesa con la sua nuova famiglia è stata perfetta fin dal primo istante. "A Rincewind è piaciuta immediamente," ha detto la Folkerts. "E sono diventati i migliori amici." Blue è stata addestrata per essere un cane da pet therapy, e ha appena effettuato la sua prima visita presso la casa di riposo questo mese. Lo sguardo delle persone è diventato radioso appena l'hanno vista. "Non ha nessun problema con le persone, qualunque cosa facciano," ha detto la Folkerts. "Non e mai spaventata quando, magari, parlano ad alta voce, si arrabbiano, piangono o sono rumorose, è cosí equilibrata." "È solo tre mesi che è venuta a vivere con noi," ha detto la Folkerts, "ma è come se fosse qui da sempre." La randagia che avrebbe potuto trascorrere tutta la sua vita da sola finalmente ha una famiglia e una vita vera, aiutando anche le persone a sentirsi felici. "Tre mesi fa vagava sola su una spiaggia offrendo il suo amore, ma nessuno lo aveva voluto. Ora ovunque viena accolta a braccia aperte."




sabato 26 novembre 2016

Il cane aspetta per sei giorni la padrona fuori dall'ospedale in cui era ricoverata. La fedeltà di Maya




Non ha voluto allontanarsi nemmeno un attimo dall'ospedale: Maya, una Akita Inu, razza canina giapponese che si caratterizza per la sua fedeltà e la lealtà verso la sua famiglia, per sei giorni ha aspettato pazientemente all'esterno della struttura di poter rivedere la sua padroncina. Sandra Iniesta, ventiduenne, proprietaria del cane, era ricoverata all'ospedale di Elda, ad Alicante, a causa di un attacco di appendicite.





Non ha voluto allontanarsi nemmeno un attimo dall'ospedale: Maya, una Akita Inu, razza canina giapponese che si caratterizza per la sua fedeltà e la lealtà verso la sua famiglia, per sei giorni ha aspettato pazientemente all'esterno della struttura di poter rivedere la sua padroncina. Sandra Iniesta, ventiduenne, proprietaria del cane, era ricoverata all'ospedale di Elda, ad Alicante, a causa di un attacco di appendicite. Nonostante i tentativi di portarla via, la cagnolina non si è mossa da lì: infermieri, medici e passanti si sono accorti della sua presenza e se ne sono presi cura. Dopo sei giorni, Maya e la sua padroncina si sono riunite: "Rivederla non ha avuto prezzo", ha scritto la Iniesta su Twitter.




sabato 5 novembre 2016

Animali, Lav presenta rapporto su zoomafie «In Sicilia Antoci ha fatto cosa rivoluzionaria»



Non solo mancanza di rispetto nei confronti degli animali, ma soprattutto interessi economici - a volte milionari - che attirano la criminalità organizzata. È la fotografia che emerge dal rapporto zoomafia 2016 presentato da Lav. L'associazione animalista ha presentato il nuovo report, realizzato dal responsabile dell'osservatorio Ciro Troiano. I dati raccolti riguardano otto tipologie di reato legate - dall'uccisione al maltrattamento, dai combattimenti e dalle competizioni non autorizzate all'abbandono, passando per i reati venatori, il traffico illecito e gli spettacoli e le manifestazioni vietate - e provengono da quasi il 70 per cento delle procure italiane, ovvero quelle che hanno fornito i numeri riguardanti i procedimenti giudiziari aperti. I reati contro gli animali rappresentano in Italia un fenomeno tutt'altro che secondario. Si stima, infatti, che in Italia vengano aperti 24 fascicoli al giorno, con una persona indagata ogni 90 minuti. I crimini maggiormente commessi nel 2015 hanno riguardato i maltrattamenti (30,65 per cento e 1343 indagati), seguiti dall'uccisione (28,23 per cento) e dai reati venatori (21 per cento). Ciò non significa che quelli più rari, almeno stando ai dati ufficiali, siano da trascurare: a partire dai combattimenti tra animali che, pur avendo interessato l'anno scorso soltanto 17 procedimenti giudiziari, rimane tra gli aspetti più crudeli degli abusi sugli animali. I dati, peraltro, non sempre rilasciano un'istantanea esatta della realtà. A farlo notare, in tal senso è la stessa Lav, riflettendo sui numeri provenienti da alcune aree in cui i reati contro gli animali sembrerebbero praticamente inesistenti. «Il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti - si legge nel rapporto -, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati». A incidere, inoltre, sono le denunce a carico di ignoti, che spesso non consentono di arrivare a individuare i responsabili. «Dei procedimenti a carico di ignoti la stragrande maggioranza è destinata ad essere archiviata», continuano gli animalisti. Parlando dei processi, meno del 30 per cento arriva a sentenza, mentre per gli altri scatta la prescrizione. E così se ci sono procure come quella di Trapani e Sciacca in cui i reati contro gli animali risultano marginali - rispettivamente otto e 12 fascicoli aperti nel 2015 -, altre sono decisamente più interessate. È il caso di Catania che con 175 procedimenti risulta la quinta procura italiana ad aver più indagato. Siracusa è la nona (140), mentre Palermo si trova all'undicesimo posto con 130 fascicoli. All'interno del rapporto ampio spazio viene dato al ruolo di Giuseppe Antoci, il presidente del Parco dei Nebrodi che, per il suo impegno contro la mafia dei pascoli, è stato vittima di un attentato a maggio. Dal quale è rimasto illeso, soltanto per il pronto intervento della scorta. Antoci è finito nel mirino della criminalità organizzata dopo essere stato promotore del protocollo di legalità che ha portato alla luce gli interessi delle cosche nei pascoli messinesi. Affari plurimilionari, con società riconducibili a esponenti mafiosi che riuscivano ad aggiudicarsi importanti finanziamenti europei. Nelle zone montuose i reati contro gli animali si caratterizzano per furti di bestiame e macellazione clandestina. «L’abigeato, reato da sempre sottovalutato, è in realtà un vero business per la criminalità organizzata», afferma Lav, ricordando che l'anno scorso nell'Isola «si sono registrati più di 12mila animali da allevamento rubati o smarriti». Furti che a volte potrebbero essere simulati «per coprire la presenza di animali ammalati che vengono poi macellati clandestinamente o per evitare lo smaltimento di esemplari morti negli allevamenti». Le città, invece, rimangono teatro di un altro genere di reati, come i già citati i combattimenti. In tal senso, a far parlare non sono solo i fatti accaduti dei due principali capoluoghi di provincia ma anche in altre realtà come Trapani, dove a gennaio 2015 veniva trovato un pit bull «dagli agenti di polizia municipale nel parcheggio» di un centro commerciale, con l'animale che «mostrava cicatrici sul muso e ferite più recenti sulle zampe». Scenario ancora più violento, a giugno 2015, quando durante un sopralluogo in casa di un pregiudicato le guardie zoofile «hanno trovato su un terrazzo il corpo senza vita di un pit bull». Altri casi di combattimento sono stati registrati a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. I reati in Sicilia riguardano poi le corse clandestine di cavalli, con non solo Catania e Palermo a registrare competizioni illegali nelle strade cittadine, ma anche Messina, con il quartiere Giostra scenario principale e gli animali ribattezzati con «nomi di battaglia che vanno da quelli dei boss», come Totò Riina e Provenzano, a personaggi come Bin Laden. Segnalazioni di corse sono arrivate anche da Scicli e Acate, in provincia di Ragusa. Importante, poi, il fenomeno dell'allevamento e della vendita illegale degli animali. A riguardo nel rapporto si ricorda il ritrovamento a Licata, in provincia di Agrigento di «48 cani tra cui Jack Terrier, nonché sei cuccioli, erano tenuti in condizioni ambientali tali da provocarne sofferenze fisiche e comportamentali». Spazio poi al bracconaggio, con la Sicilia interessata in modo particolare in più punti del proprio territorio. Gli animali, infine, vengono utilizzati anche a livello simbolico. Per intimidire e mandare messaggi inequivocabili. È il caso delle teste di capretto: due di esse sono state inviate a un esponenti politici di Mascali e Acireale, in provincia di Catania.

Animali, Lav presenta rapporto su zoomafie «In Sicilia Antoci ha fatto cosa rivoluzionaria»



Non solo mancanza di rispetto nei confronti degli animali, ma soprattutto interessi economici - a volte milionari - che attirano la criminalità organizzata. È la fotografia che emerge dal rapporto zoomafia 2016 presentato da Lav. L'associazione animalista ha presentato il nuovo report, realizzato dal responsabile dell'osservatorio Ciro Troiano. I dati raccolti riguardano otto tipologie di reato legate - dall'uccisione al maltrattamento, dai combattimenti e dalle competizioni non autorizzate all'abbandono, passando per i reati venatori, il traffico illecito e gli spettacoli e le manifestazioni vietate - e provengono da quasi il 70 per cento delle procure italiane, ovvero quelle che hanno fornito i numeri riguardanti i procedimenti giudiziari aperti. I reati contro gli animali rappresentano in Italia un fenomeno tutt'altro che secondario. Si stima, infatti, che in Italia vengano aperti 24 fascicoli al giorno, con una persona indagata ogni 90 minuti. I crimini maggiormente commessi nel 2015 hanno riguardato i maltrattamenti (30,65 per cento e 1343 indagati), seguiti dall'uccisione (28,23 per cento) e dai reati venatori (21 per cento). Ciò non significa che quelli più rari, almeno stando ai dati ufficiali, siano da trascurare: a partire dai combattimenti tra animali che, pur avendo interessato l'anno scorso soltanto 17 procedimenti giudiziari, rimane tra gli aspetti più crudeli degli abusi sugli animali. I dati, peraltro, non sempre rilasciano un'istantanea esatta della realtà. A farlo notare, in tal senso è la stessa Lav, riflettendo sui numeri provenienti da alcune aree in cui i reati contro gli animali sembrerebbero praticamente inesistenti. «Il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti - si legge nel rapporto -, pur essendo stati commessi restano, per motivi vari, nascosti e non vengono registrati». A incidere, inoltre, sono le denunce a carico di ignoti, che spesso non consentono di arrivare a individuare i responsabili. «Dei procedimenti a carico di ignoti la stragrande maggioranza è destinata ad essere archiviata», continuano gli animalisti. Parlando dei processi, meno del 30 per cento arriva a sentenza, mentre per gli altri scatta la prescrizione. E così se ci sono procure come quella di Trapani e Sciacca in cui i reati contro gli animali risultano marginali - rispettivamente otto e 12 fascicoli aperti nel 2015 -, altre sono decisamente più interessate. È il caso di Catania che con 175 procedimenti risulta la quinta procura italiana ad aver più indagato. Siracusa è la nona (140), mentre Palermo si trova all'undicesimo posto con 130 fascicoli. All'interno del rapporto ampio spazio viene dato al ruolo di Giuseppe Antoci, il presidente del Parco dei Nebrodi che, per il suo impegno contro la mafia dei pascoli, è stato vittima di un attentato a maggio. Dal quale è rimasto illeso, soltanto per il pronto intervento della scorta. Antoci è finito nel mirino della criminalità organizzata dopo essere stato promotore del protocollo di legalità che ha portato alla luce gli interessi delle cosche nei pascoli messinesi. Affari plurimilionari, con società riconducibili a esponenti mafiosi che riuscivano ad aggiudicarsi importanti finanziamenti europei. Nelle zone montuose i reati contro gli animali si caratterizzano per furti di bestiame e macellazione clandestina. «L’abigeato, reato da sempre sottovalutato, è in realtà un vero business per la criminalità organizzata», afferma Lav, ricordando che l'anno scorso nell'Isola «si sono registrati più di 12mila animali da allevamento rubati o smarriti». Furti che a volte potrebbero essere simulati «per coprire la presenza di animali ammalati che vengono poi macellati clandestinamente o per evitare lo smaltimento di esemplari morti negli allevamenti». Le città, invece, rimangono teatro di un altro genere di reati, come i già citati i combattimenti. In tal senso, a far parlare non sono solo i fatti accaduti dei due principali capoluoghi di provincia ma anche in altre realtà come Trapani, dove a gennaio 2015 veniva trovato un pit bull «dagli agenti di polizia municipale nel parcheggio» di un centro commerciale, con l'animale che «mostrava cicatrici sul muso e ferite più recenti sulle zampe». Scenario ancora più violento, a giugno 2015, quando durante un sopralluogo in casa di un pregiudicato le guardie zoofile «hanno trovato su un terrazzo il corpo senza vita di un pit bull». Altri casi di combattimento sono stati registrati a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. I reati in Sicilia riguardano poi le corse clandestine di cavalli, con non solo Catania e Palermo a registrare competizioni illegali nelle strade cittadine, ma anche Messina, con il quartiere Giostra scenario principale e gli animali ribattezzati con «nomi di battaglia che vanno da quelli dei boss», come Totò Riina e Provenzano, a personaggi come Bin Laden. Segnalazioni di corse sono arrivate anche da Scicli e Acate, in provincia di Ragusa. Importante, poi, il fenomeno dell'allevamento e della vendita illegale degli animali. A riguardo nel rapporto si ricorda il ritrovamento a Licata, in provincia di Agrigento di «48 cani tra cui Jack Terrier, nonché sei cuccioli, erano tenuti in condizioni ambientali tali da provocarne sofferenze fisiche e comportamentali». Spazio poi al bracconaggio, con la Sicilia interessata in modo particolare in più punti del proprio territorio. Gli animali, infine, vengono utilizzati anche a livello simbolico. Per intimidire e mandare messaggi inequivocabili. È il caso delle teste di capretto: due di esse sono state inviate a un esponenti politici di Mascali e Acireale, in provincia di Catania.

sabato 10 settembre 2016

Esplora il significato del termine: Balene guardiane, salvano gli animali marini dagli attacchi delle orche

Una balena nell’oceano Pacifico (Afp)




Esplora il significato del termine: Se sia una fortunata coincidenza o si tratti di un comportamento altruistico non è ancora chiaro per gli scienziati, ma le evidenze sono lampanti: sono numerose le volte in cui una megattera ha cercato di difendere altri animali dall’attacco di un’orca. Sul fenomeno ha indagato un recente studio, pubblicato sulla rivista Marine Mammal Science, che elenca i numerosi casi registrati negli anni e prova dare una spiegazione a questo curioso fenomeno. Il soccorso prestato dalle megattere non è diretto a una specie precisa: i cetacei sono infatti corsi in aiuto di foche, pesci luna, leoni marini.Se sia una fortunata coincidenza o si tratti di un comportamento altruistico non è ancora chiaro per gli scienziati, ma le evidenze sono lampanti: sono numerose le volte in cui una megattera ha cercato di difendere altri animali dall’attacco di un’orca. Sul fenomeno ha indagato un recente studio, pubblicato sulla rivista Marine Mammal Science, che elenca i numerosi casi registrati negli anni e prova dare una spiegazione a questo curioso fenomeno. Il soccorso prestato dalle megattere non è diretto a una specie precisa: i cetacei sono infatti corsi in aiuto di foche, pesci luna, leoni marini.

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 Il piccolo assalito Uno dei casi più eclatanti si è registrato nel maggio 2012, a Montego Bay, in California. Una balena grigia e il suo piccolo sono stati attaccati da un gruppo di orche; lo scontro ha causato la morte del piccolo balenottero. Sul luogo erano già presenti due megattere, ma subito dopo la morte del piccolo ne sono sopraggiunte altre quattordici, che hanno impedito alle orche di cibarsi del balenottero. Le megattere hanno vegliato sulla carcassa per ben sei ore e mezza, finché le orche non hanno abbandonato l’area. L’aiuto agli animali più indifesi Qualunque sia il motivo, non si tratta di un caso isolato. Come riassume lo studio, negli ultimi 62 anni la letteratura riporta ben 115 casi simili sparsi in diversi punti del mondo. La spiegazione scientifica più plausibile è che le megattere traggano beneficio dall’impedire alle orche di attaccare determinate prede. Quello che gli scienziati ipotizzano è che le megattere diventate adulte, memori degli attacchi che a propria volta potrebbero aver subito da qualche orca, cerchino di aiutare gli animali più indifesi, spesso nelle prime fasi di vita. Mentre alcuni scienziati, come Alisa Schulman-Janiger, ricercatrice del California Killer Whale Project, sono convinti che sia la storia personale del cetaceo a determinare l’eventuale soccorso offerto ad altre specie, ricercatori come Lori Martino del Whale Sanctuary Project, sono convinti che alla base ci sia un vero e proprio altruismo. Socialità ed empatia Secondo quanto riportato da Science Alert e National Geographic, i ricercatori dovranno continuare lo studio per sbrogliare la matassa: questi fenomeni derivano davvero dall’empatia dei cetacei o ci sono dei fattori ancora non individuati? L’unico dato comprovato da diversi studi è l’estrema socialità di questi mammiferi, che rimane però solo una delle spiegazioni plausibili a questo fenomeno.

martedì 8 marzo 2016

Dall'isola di Aoshima inviano un SOS per i gatti senza cibo e...

Sull' isola di Aoshima, anche conosciuta come l'Isola dei Gatti, sita nella Prefettura di Ehime nel sud del Giappone, di recente è venuto a scarseggiare il cibo per i mici a causa delle cattive condizioni climatiche. Preoccupati di non poter sfamare i numerosi abitanti a 4 zampe, i residenti umani di Aoshima hanno lanciato un SOS via internet. “Per favore inviateci cibo per i gatti,” diceva il Tweet postato da uno degli abitanti dell'isola che provvede alla cura dei piccoli felini. “Non ci sono negozi dove comprare il cibo ad Aoshima. Le persone qui acquistano il necessario prendendo il traghetto fino alla terraferma. Ma durante l'inverno è estremamente ventoso e il servizio è spesso sospeso.” Alcuni giorni dopo l'isola è stata ricoperta di donazioni tanto che con un altro Tweet hanno dovuto chiedere di fermare le spedizioni, in quanto avevano ricevuto piú di quanto si erano aspettati e non c'era piú spazio nel magazzino. “Avremo scorte fino ad Aprile, grazie a tutti!”



mercoledì 10 febbraio 2016

Cane disabile adottato da un asino



Un'altra grande lezione di amore al di lá della specie che arriva dal mondo degli animali: uncane disabile è stato adottato da un asino. A raccontare la storia della loro amicizia è Felice Caputo, il padrone di Kolima, il cane, e di Paolo, l'asino. Kolima è un Pastore dell'Anatolia che soffre della Sindrome di Wobbler, una malattia congenita neurologica per colpa della quale si regge in piedi a fatica, cammina in modo traballante, e passa la maggior parte della giornata accucciato. Ma Kolima è anche un cucciolo di poco più di un anno, e vorrebbe giocare e correre come tutti. Paolo è un asino di sei anni, arrivato in famiglia fin dallo svezzamento. L'unico momento della giornata in cui Kolima trova le energie per alzarsi e giocare è quando Felice lo porta da Paolo. Paolo, dopo un primo momento di indifferenza, ha preso Kolima sotto la sua ala protettiva, si è reso conto delle sue difficoltà motorie e, per farlo giocare e dargli calore, fa cose incredibili. Insieme sono uno spettacolo!!


SEGUITE IL LINK PER IL VIDEO:

https://www.facebook.com/felicecaputo/videos/10154594765780961/?pnref=story

martedì 19 gennaio 2016

12 gatti sorridenti che ti cambieranno la giornata. Adorabili!

12 gatti sorridenti che ti cambieranno la giornata. Adorabili!

ECCO LA GALLERY

I nostri gatti sono capaci di darci tantissimo amore, ci stanno accanto e ci coccolano quando ne abbiamo più bisogno. Tutto questo ce li fa amare smisuratamente tanto che per molti sono dei compagni di vita davvero inseparabili. Questi particolari gattini, però, sono talmente allegri e gioiosi che è impossibile non lasciarsi travolgere dalla loro bellezza e della loro felicità. Questo primo gattino proprio non ce la fa a trattenersi e la sua risata risolleverebbe la giornata di qualsiasi padrone, anche nelle peggiori delle situazioni.

mercoledì 13 maggio 2015